Presentato il 17 novembre nella storica sala della Lupa, presso la Camera dei deputati, la ricerca su inziativa dei Corecom Lombardia, Lazio e Campania, nelle tre rispettive regioni,  quali benchmarks rappresentativi a livello nazionale, condotta sui giovani tra gli 11 e 18 anni utenti di Internet, per una fotografia dei comportamenti online più rischiosi degli adolescenti. Il fenomeno del bullismo (offline e online) con il 27,8% si conferma al primo posto nella classifica dei rischi connessi al comportamento dei giovani sul web, seguito dal sexting (20,1%) e dall’abuso dei dati personali (24% - 4,3%).

La relazione sui dati della ricerca è stata coordinata dal Presidente Co.Re.Com. Lazio Michele Petrucci, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione inter istituzionale tra i Corecom e   con i centri di competenza territoriale costituiti dalle Università coinvolte. Un tema caro al Consiglio regionale del Lazio  che nel 2016 con la legge n. 2, ha approvato – per prima in Italia - una legge organica in materia di bullismo. Altrettanto hanno fatto, nel 2017, rispettivamente con le leggi 11 e 1 le Regioni Lombardia e Campania.  

Dopo i saluti istituzionali del Questore della Camera dei Deputati Stefano Dambruoso, del Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri e del Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, è seguita  la  presentazione dei risultati della ricerca sull’uso della rete da parte degli adolescenti. Hanno partecipato Domenico Falco (Presidente Co.Re.Com. Campania), Pier Marco Aroldi (OssCom Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Francesca Ieracitano (Università LUMSA di Roma), Simone Mulargia (Università La Sapienza di Roma), Raffaele Savonardo (Università Federico II di Napoli). E’ seguito l’intervento di Annunziata Ciardi (Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, che ha dato una lettura dei risultati dello studio e ricordato l’azione al riguardo svolta dalla Polizia postale. Sul ruolo delle istituzioni tra normativa e azioni concrete, la Presidente Federica Zanella ha moderato il successivo dibattito, arricchito dagli approfondimenti del commissario Agcom Antonio Martusciello, della senatrice Elena Ferrara, della deputata Mariastella Gelmini, del Presidente Istituto Italiano Privacy Luca Bolognini e del Consigliere della Regione lazio Massimiliano Valeriani. A Chiusura dei lavori, l’intervento di Angelo Marcello Cardani, Presidente dell’Agcom.

 

 

Il Rapporto “Web reputation e comportamenti a rischio online degli adolescenti in Italia

Lo studio realizzato, su iniziativa dei Co.Re.Com. di Lombardia, Lazio e Campania dall’Università Cattolica di Milano, La Sapienza e LUMSA di Roma e Federico II di Napoli, raccoglie i risultati di una ricerca congiunta nelle tre regioni diretta a fotografare l’esperienza che i giovani mettono in atto quotidianamente online.

Estendendo la ricerca condotta nel 2016 da OssCom Cattolica per il Co.Re.Com. Lombardia, anche a Lazio e Campania, come tre becnhmarks fondamentali per Nord Centro e Sud, così da una dimensione nazionale a questo approfondimento, il Rapporto presentato, che inerisce il 2017, rileva i comportamenti in rete, le piattaforme di social media più frequentate e le pratiche comunicative più diffuse, ne segnala i comportamenti più rischiosi e le strategie più efficaci anche nella gestione della reputazione online dei giovani, così da poter disporre di una nuova chiave di interpretazione e lettura dei dati, attualizzata anche in prospettiva nazionale oltreché regionale.

Breve estratto dei dati:

L’uso dei social media si conferma centrale nell’esperienza online dei più giovani, risultando particolarmente diffuso sia tra i preadolescenti (11-14 anni) che tra gli adolescenti (15-18 anni) che accedono a Internet: l’86,5% degli utenti tra gli 11 e i 18 anni ha almeno un profilo su un sito di social network (SNS) e quasi un terzo di essi (31,3%) ha più profili su diverse piattaforme;

I tre social network usati più di frequente sono WhatsApp (37,3%), Facebook (36,5%) e Instagram (18,8%) ma la loro preferenza risente di alcune variabili socio-demografiche, tra cui spiccano l’età e il genere. Nel dettaglio, solo il 13,6% dei giovani campani considera il profilo di Instagram quello usato più spesso, contro il 18,8% dei giovani laziali e il 24,4% dei lombardi.

Rispetto alle modalità di impostazione del profilo individuale, utile a qualificare l’esperienza online, più della metà ha un profilo privato (57%), più di un terzo ha un profilo pubblico (40,3%), mentre solo il 2,7% sembra inconsapevole o non ricordare quale opzione abbia scelto. In particolare, ha un profilo pubblico il 45,8% dei campani, il 41,4% dei lombardi e solo il 33,7% dei giovani del Lazio.

Le informazioni personali condivise sul profilo dalla maggioranza degli intervistati includono una foto che mostra chiaramente il proprio volto (73%), foto o video personali (72,2%), il cognome (64,7%), l’età vera (51,5%), mentre quasi la metà condivide la scuola frequentata (46,5%). Condivide una foto che mostra chiaramente il volto il 67,2% dei ragazzi del Lazio, il 72% di quelli della Lombardia e il 79,6% di quelli della Campania; inserisce il cognome il 59,6% dei lombardi, il 61,7% dei laziali e il 72,4% dei campani.

Tra le pratiche comunicative online più rischiose messe in atto nell’ultimo anno, il 59,9% degli intervistati ha cercato nuovi amici sui social network, poco meno della metà (45,7%) ha aggiunto alla propria lista di contatti persone che non avevano incontrato faccia a faccia o inviato loro informazioni personali (30,9%);

I giovani intervistati si dimostrano abbastanza consapevoli dei rischi di una cattiva gestione della propria reputazione online, ricorrendo a pratiche “correttive” relative alla gestione della propria lista di contatti con la cancellazione di amici o contatti non più desiderabili (60,4%) e agendo in via “preventiva” con la decisione di non pubblicare qualcosa per paura che possa danneggiare la propria immagine (36,2%) o di pubblicare messaggi in codice che solo alcuni amici possano capire (25,1%);

I rischi più diffusi sono il bullismo, sia offline che online (27,8%), seguito dal sexting (20,1%) e dall’abuso dei dati personali, con percentuali variabili a seconda delle sue diverse forme (da un minimo di 4,3% ad un massimo di 24%).

 

 

 Rassegna Stampa Web

 servizio del TG1

http://www.agenparl.com/corecom-lazio-cyberbullismo-comportamenti-rete-dei-ragazzi-un-viaggio-nord-sud/

http://www.regioni.it/news/2017/11/15/corecom-cyberbullismo-e-comportamenti-in-rete-dei-ragazzi-un-viaggio-da-nord-a-sud-15-11-2017-539242/

http://www.askanews.it/cronaca/2017/11/13/web-corecom-lazio-campania-e-lombardia-svelano-i-rischi-in-rete-pn_20171113_00218/

http://www.retesole.it/2017/11/16/cyberbullismo-presentata-ricerca-promossa-dai-corecom-lazio-lombardia-e-campania/

https://www.youtube.com/watch?v=xatOD9CeyFA

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/cyber-bullismo

http://www.coris.uniroma1.it/archivionotizie/cyberbullismo-e-comportamenti-rete-dei-ragazzi-un-viaggio-da-nord-sud

http://osservatorio-cyberbullismo.blogautore.repubblica.it

http://www.teleambiente.it/cyberbullismo-utenti-rischio-profilo/

 

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